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Il Liberty che non ti aspetti: villa Cuomo a S.Eframo Vecchio

 

Passando distrattamente per vico Sant’Eframo Vecchio, soprattutto quando lo si percorre andando da via Veterinaria proprio in direzione dell’antichissimo complesso religioso di Sant’Eframo che ha dato il nome alla zona, è molto facile non accorgersi di questo gioiellino del Liberty napoletano: villa Cuomo. Sì perché il Liberty, che arrivò in Italia leggermente più tardi che nel resto d’Europa, ma che all’ombra del Vesuvio assunse caratteristiche peculiari, fondendosi ecletticamente con la tradizione architettonica e decorativa locale, non è costituito solo Parco Margherita o dall’area vomerese intorno a via Palizzi ma è anche rappresentato da una serie di edifici sparsi negli altri quartieri, compresi quelli popolari. Edifici che costituiscono un incontro inatteso quando ci si aggira per percorsi meno consueti.

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Il prospetto alla strada

La villa dei fratelli Cuomo, importatori di oggettistica giapponese, fu edificata nel 1919 dall’ingegnere-architetto Michele Capo (1873-1956), su una preesistente proprietà sempre della famiglia Cuomo (già riportata nella pianta Schiavoni del 1872).

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Lato sul giardino

Capo fu autore, tra le altre cose, di varie edifici, in gran parte in stile Liberty-eclettico a Parco Grifeo, San Martino (villa Elena e Maria a via Tito Angelini, progettata nel 1904 insieme all’architetto Ettore Bernich) Porta Capuana e, appunto Sant’Eframo. La villa sorge lì dove vico Sant’Eframo Vecchio compie una curva piuttosto decisa e diviene in discesa. La costruzione fu addossata a un edificio di quattro piani, sempre progettato da Michele Capo ma dal volume “convenzionale”.

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Prospetto sul giardino interno
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Scala al piano terra

Nonostante le varie modifiche e mutilazioni, e nonostante la necessità di un restauro tanto rispettoso quanto urgente, questa villa, vincolata, conserva la sua fisionomia francamente Liberty, sia nei volumi che nei decori. D’interesse il corpo cilindrico che racchiude la scala (sostenuta da mensole in ferro a forma di cigni), le aperture ovali sormontate dalle pensiline in ferro e vetri policromi, la copertura a cartoccio in lamiera di piombo, le elaborate decorazioni. Purtroppo è andato perso il piccolo terrazzo laterale, che da separava l’ingresso alla strada dal giardino. Dal giardino un terrazzamento, oggi sostituito da un anonimo palazzo, digradava verso la sottostante via Michele Guadagno.

Nelle foto d’epoca di Renato De Fusco, antecedenti al 1959, si apprezza tutte l’originalità di questo raffinato edificio.

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Il terrazzo, poi demolito
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Particolari
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Pianta

Riferimenti:

Renato De Fusco. Il floreale a Napoli. Edizioni Scientifiche Italiane, II ediz., 1989

Yvonne Carbonaro, Luigi Cosenza. Le ville di Napoli. Venti secoli di architettura e di arte, dalle colline del Vomero e Capodimonte fino alla splendida fascia costiera e alle magnifiche isole. Newton Compton, 2008

Italo Ferraro. Napoli: atlante della città storica. S. Carlo All’Arena e S. Antonio Abate. CLEAN, 2008

https://diarionapoletano.wordpress.com/2017/09/24/fra-eclettico-e-liberty-villa-cuomo-a-napoli/

https://it.wikipedia.org/wiki/Liberty_a_Napoli

https://it.wikipedia.org/wiki/Villino_Elena_e_Maria

 

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