Vicende Storiche

Edoardo Suarez: cent’anni fa la medaglia d’oro di un bersagliere napoletano sulle cime del Trentino

  Molti conoscono all’Arenella via Eduardo Suarez, strada tracciata negli anni ’30 del secolo scorso che passando a ponte su via Conte della Cerra collega piazza Leonardo e via Santacroce con piazza Immacolata e quindi con piazza Medaglie d’Oro. Non tutti sanno tuttavia chi Edoardo (e non Eduardo come vuole la distratta toponomastica comunale) Suarez… Continue reading Edoardo Suarez: cent’anni fa la medaglia d’oro di un bersagliere napoletano sulle cime del Trentino

Palazzi storici di Napoli

La grande storia di palazzo Mirelli di Teora

Palazzo Mirelli di Teora (già palazzo Barile di Caivano) si trova al n.66 della Riviera di Chiaia, quasi arrivati alla Torretta. Fu iniziato nel primo ‘600 per volontà del duca di Caivano, segretario del regno, sotto la direzione Cosimo Fanzago, ma rimase incompiuto. Passato ai principi di Teora, fu completato nel 1703 dal Sanfelice che aggiunse in particolare la scala aperta e le decorazioni (ma le belle statue seicentesche erano già andate perdute). Nel 1713 vi morì lo scrittore e filosofo inglese A. Shaftesbury: giunto a Napoli solo due anni prima, volle che il suo cuore fosse seppellito nel giardino del palazzo mentre la sua salma tornò in patria. Successivamente, l’edificio passò all’ambasciatore asburgico, il conte von Kaunitz-Rietberg, il quale affidò a Carlo Vanvitelli il restauro del palazzo in occasione del gran ballo che vi si svolse per festeggiare le nozze tra Ferdinando IV e Maria Carolina nel 1768; nel 1770 vi suonò, probabilmente, Mozart. In seguito l’edificio fu dato in affitto all’ambasciatore del Marocco. Nel 1860, ospite del marchese Nunziante, lo zar Alessandro II sposò qui, in matrimonio morganatico, la cognata del marchese, Luisa Vulcano, principessa di Dolgoronky. Oggi è un palazzo privato, con vari negozi sulla strada, non molto rispettosi peraltro dell’antica storia dell’edificio; fa eccezione “La cantina di Triunfo”. Ospita un B&B. Il portale è sorretto da due colonne provenienti dal tempio di Serapide (Macellum) di Pozzuoli. Al piano nobile vi sono degli ambienti affrescati. Particolare il “portalino” sul lato di via Arco Mirelli, parzialmente interrato per l’aumento di livello della strada. Il palazzo ha dato il nome alla salita dell’Arco Mirelli, proprio perché un tempo c’era un arco che sormontava la via a partire da palazzo Mirelli.